Lo scorso 7 ottobre, la National Gallery of Modern Art di Mumbai ha ospitato Between Here and Elsewhere: Art in Transit, un incontro moderato da Satarupa Bhattacharya e dedicato ad esplorare pratiche e prospettive che contribuiscono alla comprensione dell’arte indiana nel più ampio ambito artistico dell’Asia meridionale, riflettendo al contempo sui modi in cui queste pratiche si muovono attraverso contesti geografici, culturali e istituzionali differenti.
Organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Mumbai, dal National Gallery of Modern Art Mumbai (NGMA) e dalla Basu Foundation for the Arts, l’incontro ha riunito diverse voci del mondo dell’arte per esplorare il rapporto tra arte indiana, visibilità internazionale e circolazione delle pratiche artistiche.
Particolare attenzione è stata dedicata alla Biennale di Venezia come piattaforma internazionale di rappresentazione e visibilità artistica, per riflettere su cosa significhi per gli artisti indiani partecipare a un contesto di tale portata internazionale e su come l’esposizione internazionale possa influenzare il modo in cui le pratiche artistiche, le narrazioni e le storie vengono percepite e comprese.
Jean Blanchaert ha aperto la discussione riflettendo sulla presenza dell’arte indiana nelle principali biennali e istituzioni culturali internazionali, mentre Sudarshan Shetty ha proposto una prospettiva diversa sulla visibilità: per artisti e scrittori, la visibilità non rappresenta necessariamente un obiettivo consapevole, poiché l’attenzione rimane spesso concentrata sull’atto stesso del creare.
La conversazione è proseguita riflettendo sul tema della visibilità, intesa non come mera esposizione. Sumantro Ghose ha parlato dell’arte come forma di placemaking, suggerendo un modo di concepire la pratica artistica che vada oltre le dinamiche del mercato e la ricerca della visibilità.
Per Arnaud Morand, la circolazione di opere e artisti può rappresentare un modo per mantenere vivo il dialogo intorno agli artisti e all’arte, sottolineando l’importanza di creare spazi in cui il dialogo possa continuare, evolversi e aprire nuove possibilità per il futuro.
Debottam Bose ha evidenziato il ruolo della visibilità all’interno dell’ecosistema dell’arte, considerandola parte di un processo più ampio, mentre Siddharth Somaiya ha sottolineato la necessità per le istituzioni di creare maggiori spazi per artisti e curatori emergenti, parlando della visibilità come di un elemento che può essere anche consapevolmente promosso attraverso le scelte istituzionali.
Between Here and Elsewhere: Art in Transit ha messo in luce l’importanza di mantenere aperto un dialogo, con l’obiettivo di creare opportunità di incontro tra artisti, curatori e professionisti della cultura, lasciando che prospettive differenti contribuiscano a plasmare il modo in cui l’arte indiana viene compresa nel più ampio panorama dell’arte contemporanea dell’Asia meridionale e internazionale.