In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, l’Istituto Italiano di Cultura di Mumbai, in collaborazione con G5A Foundation for Contemporary Culture, ha presentato il 14 ottobre, negli spazi del BLACK BOX presso G5A Warehouse a Mumbai, No Sky Without Light, una performance audiovisiva dell’artista italiano Luca Maria Baldini, con video di Salvatore Insana.
Il progetto ha esplorato il pensiero francescano da una prospettiva contemporanea, mettendolo in relazione con alcune delle grandi questioni del nostro tempo. Articolata in sette capitoli, la performance ha accompagnato il pubblico in un percorso di riflessione sui concetti di fraternità, ritualità, sacro e appartenenza, interrogandosi sul rapporto tra essere umano e mondo naturale, sulla crisi ecologica e sul valore dell’interdipendenza e della cura. Temi che, alla luce delle trasformazioni tecnologiche e ambientali in corso, invitano a ripensare il nostro modo di abitare il mondo e di entrare in relazione con ciò che ci circonda.
Attraverso l’incontro tra suono e immagini, No Sky Without Light ha costruito un paesaggio audiovisivo in cui linguaggi e suggestioni differenti si sono intrecciati: canti gregoriani, registrazioni ambientali, elettronica dal vivo, frammenti musicali, voci artificiali e strumenti analogici, in dialogo con materiali d’archivio, riprese originali e immagini elaborate digitalmente.
Il titolo stesso del progetto nasce dall’incontro tra il pensiero francescano e le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale generativa, suggerendo una riflessione sul ruolo della spiritualità in un’epoca profondamente segnata dall’innovazione tecnologica. Una domanda ha attraversato così l’intera performance: quale spazio può ancora trovare la spiritualità nel mondo contemporaneo?
Con questo appuntamento, l’Istituto Italiano di Cultura di Mumbai ha offerto al pubblico l’occasione di incontrare una ricerca artistica che mette in dialogo patrimonio culturale e sperimentazione contemporanea, aprendo nuove prospettive di riflessione sul nostro presente.
La performance è stata realizzata in coproduzione con Fondazione AAMOD, con il sostegno di Campsirago Residenza.